venerdì 10 settembre 2010

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..Che la guerra è bella anche se fa male,
che torneremo ancora a cantare
e a farci fare l'amore, l'amore dalle infermiere..
Generale - De Gregori

Mi sono toccata prima, con l'acqua, mentre aspettavo di chiamare un amico, per passare il tempo. Ho sentito la sensazione dolcissima dell'orgasmo invadermi piano la pancia e le gambe, assalirmi per qualche secondo.
Ho una mia "etica" quando mi tocco: tolgo l'orologio, tengo l'acqua appena tiepida. Tempo fa avevo l'abitudine di togliere un anello, una decina che porto rigorosamente all'anulare destro e che non tolgo mai, salvo cause di forza maggiore.

La sensazione di vuoto mi invade fisicamente la pancia, uno dei miei punti deboli. Quando provo un sentimento negativo, la mia gastroenterite prende vita e mi blocca completamente la digestione. 

La conversazione al telefono con Davide, il mio amico, è stata breve, stanca, malinconica come lo è sempre fra noi. Abbiamo parlato poco, delle solite cose, ci siamo lamentati del lavoro, del fatto che ci mancano i nostri genitori. Gli ho raccontato della mia solitudine tra ieri e oggi. Lo avevo chiamato per stare un po' insieme. Già a pranzo avevo mangiato con un'amica, e a cena con il nonno e, nonostante tutto... plof! picco di solitudine. 
Ho un bisogno fisico delle persone che conosco. Devo chiamarle, parlare con loro, raccontare i miei pensieri, le mie cose, aprirmi, dal momento che faccio poco queste cose. 

Ascolto Generale - quella di De Gregori; amo Vasco ma la sua versione non mi piace - a ripetizione. L'ho messa su per la quarta volta. Penso che se ascolto le canzoni qualche volta di seguito mi disfo della voglia di cantarle. Ogni giorno vado in fissa con una canzone nuova: fino a questo pomeriggio ce l'avevo con We are young di Mika, che personalmente adoro. We are young, we are strong, we are not looking for where we belong, we are free. 

Liberi da che cosa?, canta Vasco ne "Liberi liberi". Dio solo sa se ha ragione. Mi pongo questo interrogativo in continuazione e finisco sempre col lasciarlo nell'aria.

loving_jw

Appendice. Ho svuotato la testa per la seconda volta, questa sera. Se tutto va bene, dovrei riuscire a non scrivere sino a domani. Cori di incoraggiamento?
Tagliata la chioma. I miei capelli, lunghi fino al seno, hanno subito un drastico taglio questa mattina. Mentre il parrucchiere li sfilava, da sotto la mantellina tenevo la mano sulla pancia, quasi a riscaldare un brivido. Quando li ho rivisti asciutti e stirati ho deciso che mi piacevano. Adesso arrivano alle spalle, mi danno un'aria decisamente più giovane.
Quando vado a tagliare i capelli, sono gli altri i più traumatizzati. Mia madre ha cercato di dissuadermi per una settimana, un'amica ha manifestato la sua intenzione di picchiarmi... che melodramma!

19.15. Cena da mio nonno. Mi dà degli orari precisi tutte le volte, mi raccomando, non dopo, e prepara sempre qualcosa di semplice. Si oppone tenacemente alla mia proposta di lavare i piatti, non parla molto. Da qualche tempo le conversazioni lunghe mi infastidiscono parecchio. Resto un po' a giocare con il mio cuginetto, parliamo di qualche cosa, cerco di trasmettergli qualche informazione. E' un bimbo intelligente, sono certa che le recepisce.

Vi tralascio la lunga conversazione con la commessa al supermercato. Non si può proprio definire una conversazione: lei parlava e io cercavo di andarmene. La ringrazio, arrivederci. -Sì, ma sa...- sorriso di circostanza. Ah, grazie mille. Di nuovo grazie, arrivederci. Endlich!! Schliesslich!!


loving_jw
Appendice. Sempre al supermercato, vago tra le corsie. Cerco un dvd da vedere stasera, guardo i giochi per bambini. Mi tornano in mente quelle sere in cui, da piccola, pochi giorni prima di S. Lucia (13 dicembre) mia madre ci portava al Famila per farsi un'idea di cosa desideravamo ricevere. Avrei voluto accovacciarmi, tenermi le ginocchia per non perdere il flusso caldo dei ricordi.

giovedì 9 settembre 2010

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Mattinata un po' così. Così come? Un po' scazzata, ecco come. 
Ho stirato un paio di t-shirt nere, quelle che uso per il lavoro, e una canottierina che non indosserò sino al prossimo giugno. Ho stirato senza vapore, ho stirato per cinque minuti.Era tutto anomalo, fuori dal mio rituale usuale.

E venti minuti prima la colazione: un tentativo di caffelatte andato a vuoto. Acceso il caffè, spento il gas quando il caffè veniva su, versato il caffè nel latte freddo, preso lo stupido giornale sulle novità degli autobus a Verona, dato involontariamente una gomitata al caffelatte nel tentativo di togliere il cellofan dalla rivista e infine rovesciato ogni cosa e macchiato la tovaglia. Antonia, la signora che ci fa le pulizie, mi guardava senza dire una parola. Questo mi ha irritata parecchio. Avrei preferito un'esclamazione ironica barra sarcastica, per molti è la stessa cosa. Ho preso una spugnetta e ripulito il mio piccolo disastro. Considerazioni finali: una tovaglia da lavare e la colazione da ripreparare.
Mentre stiravo ho guardato una puntata di Dr. House, 3^ stagione, episodio 7, per chi fosse curioso come una scimmia.

Stamattina profondo simpatia da tutti i pori, eh? La mia innata antipatia, che talvolta si riversa anche nello scrivere, non ha una ragione. Nasce dalla mia irritazione verso le quotidiane cose della vita, quelle cose che la rendono noiosa, sempre uguale a sè stessa. Andare a lavorare alle 16 o alle 17... che differenza fa? Si va comunque a lavorare, non ci si prende una pausa, non si fa niente di originale. E lo stesso per l'andare in vacanza a giugno o a luglio, o a Sharm El Sheikh piuttosto che a Jesolo Lido o spersi fra le Alpi. Non cambia un cazzo, no?
Non è un ragionamento stupido o inutile. Sto solo facendo una perifrasi per dire quanto sia doveroso apportare dei cambiamenti alla propria vita. Renderla nauseante perchè fuori dall'abituale, di tanto in tanto. Fare una vacanza a cavallo, andare una settimana tra le clarisse di Assisi solo per vedere se quel Dio lassù si ricorda di noi, riprendere a leggere il Breviario di preghiera dopo mesi di non-lettura e farlo solo per leggere Nona, solo per leggere le stesse parole, sempre calde e sempre nuove.

Scrivere una poesia dopo tanto solo per vedere che effetto ci fa. E metterci alla prova cercando di tralasciare le assonanze.

No, no, no, no, niente sproloqui prolissi sul senso della vita, please. No, davvero. Ci sono già un sacco di persone che ci pensano per me, a cominciare da mia madre. (Oh, non la odio, davvero, solo che a volte litighiamo, come tutti, suppongo) Chi la capisce, la vita? Se ci fosse qualcuno, laggiù, lo prego di farsi avanti.
Solo qualche allitterazione letterale per divertirci, solo languidi bagliori di luce argentata. Allitterare per gioco e cercare di dare un senso alle proprie parole può essere una faccenda lunga. Ma sviluppa la nostra capacità di far connettere i neuroni, anche i miei, si capisce.

E alla fine solo qualche canzone. Cominciamo da Vasco. Voglio vivere una favola, canta il cocainomane complicato. Ogni tanto sarà anche strafatto, ma ha proprio ragione.

loving_jw
ps. Io non ci credo che ha smesso. Al concerto aveva due occhi così. Comunque sia non importa.
ps2. Antonia è un nome di fantasia, non sono brava a inventare soprannomi per le persone. Sarà perchè me ne hanno sempre affibbiati parecchi sgradevoli.
ps3. Abolisco ufficialmente i ps, o post scriptum che dir si voglia. Sono stanca di scriverli perchè mi ricordo alcune cose solo dopo aver firmato. Da ora in poi si chiameranno appendici, come nei libri migliori. E non so se saranno numerate, anche se non importa proprio.

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Un blog che nasce dalla rabbia. Mi domando come sia possibile.
Non che voglia raccontarvi tutta la storia ma il nome del blog, e il mio nick nascono da un episodio di questa sera. Sappiate soltanto che JW è il mio cavallo, JW sono anche le iniziali di un anziano cowboy del Wyoming. Sappiate che JW è americano dentro, è un appaloosa. E' uno spirito libero, come me.
JW Loving, si capisce, "amando JW", nasce anche per lui.

Io sono una ragazza veronese di 19 anni, ormai quasi venti. Sono impulsiva, fredda verso quasi chiunque, incurante delle bugie, incapace di sparlare male di qualcuno. Non sono una santa, ma se devo dire male di qualcuno dico soltanto la verità, evito di "lavorare sulla realtà". E anche quando dovrei fare buon gioco a cattiva sorte, mi ritrovo incapace di dire, almeno un poco, quello che penso.
Ma sono anche attacatissima ai miei amici, i pochi che ho. Sono letteralmente terrorizzata dall'idea che possano ferirsi e li difendo a ogni costo. Sono incredibilmente gelosa di loro. Alle volte odio sapere che trascorrono più tempo con qualcuno che non sia io.
Non esco molto, non frequento molti luoghi. Sono aperta alle novità, ma in generale non amo i cambiamenti. Frequento circa sei o sette locali sparsi in giro per Verona. Se sono fuori, sono quasi sempre lì, e sempre con i ragazzi di cui sopra.
Sono incredibilmente attaccata alla grammatica e alla letteratura. In parte questo mi deriva dall'aver frequentato un Liceo Classico, in parte è una mia fissazione. Ciò non toglie che alcune mie frasi inizino con il "ma", o altre piccole cose. E' per dare evidenza a qualche cosa che voglio dire, tutto qui.

Non credo nei sinonimi. Li ho sempre odiati. Le parole hanno un loro valore unico, imprescindibile e irrinunciabile.


loving_jw